Le parole disegnate

[Ma non si capisce]

Chiara guarda per la prima volta i disegni delle mie parole: li sfoglia uno per uno e identifica le parole “gioia, armonia, felicità…”, mentre li guarda annuisce, sorride, poi arriva a un’altra parola e si blocca, inizia a leggere, allontana un po’ il disegno e lo riavvicina, riprova a leggere, dopo di che mi dice “non si capisce”.
Mi rendo conto che lì per lì possa sembrare strano, ma è esattamente quello che volevo: un disegno; che in realtà è una parola… che in qualche modo la nasconde in un gioco che richiede uno sguardo in più, che richiede di focalizzare l’attenzione.

[I graffiti: da dove nasce tutto]

Fin da ragazzina ho una vera e propria passione per i graffiti e la street art: ciò che mi ha sempre colpita è il fatto che a colpo d’occhio venivo colpita dal disegno senza però riuscire a comprendere cosa ci fosse scritto, e quindi ero costretta a fermarmi sforzandomi di identificare le lettere e la parola. Amo il fatto che una scritta su un muro mi obblighi a fermarmi, richieda la mia attenzione e mi dica qualcosa, qualcosa che dice solo a chi si ferma a dedicarle attenzione.

Al di là di quello che si possa pensare circa questa forma d’arte, mi  ha sempre affascinata il modo in cui una parola viene scomposta e ricomposta in un disegno, perdendo la sua forma ma non il suo significato. È un’espressione contemporanea della scrittura, del segno, di ciò che rappresenta e che continua a rappresentare pur mascherato,  apparentemente confuso, scomposto e ricomposto, studiato e portato a un livello superiore, a una sua evoluzione. E proprio questa evoluzione è il personalissimo e irripetibile contributo dell’artista: studia la lettera, si lascia guidare da lei, dal suo segno, e la reinterpreta, la amplia, la ricompone.

Siamo sempre  frettolosi nel guardare le cose, sfogliamo i libri come se fossero dei post da scrollare, convinti di poter capire di cosa parlano semplicemente da un veloce sguardo. Anche se si dice di non giudicare un libro dalla copertina, è proprio sulle copertine che tendiamo a basarci per esigenza, per fretta, a volte per necessità.
Per questo per creare le parole da colorare è stato molto importante studiare uno stile che richiedesse di fermarsi un attimo in più; uno stile che porti a identificare la parola ma anche a immergersi nel disegno rendendo molto sottile il confine tra disegno e parola.

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